• Laura Gramantieri

La riserva di Boscoforte. Un felice incontro tra acque, flora e fauna

Ci diamo appuntamento presso la grande porta della città, a nord di Ravenna, chiamata Porta Serrata, già Porta Anastasia.

Proseguiamo verso nord per la via Sant’Alberto e raggiungiamo l’omonimo paese che un tempo si chiamava Pereo. Qui sono nati il mio bisnonno e il mio nonno e mio padre ha trascorso la sua infanzia.


Com’è noto, la vita dei corsi d’acqua dalle sorgenti alle foci, fa sì che essi siano mutevolissimi: si dice infatti che i fiumi “divertono e divagano”. Lo stesso fiume Po è considerato un fiume “errante” perché nei secoli si è progressivamente spostato verso nord cambiando nome più volte: Bondicus, Erìdano, Padus, infine Po.

Appena passato Sant’Alberto, un traghetto supera un antico corso d’acqua, utilizzato e riutilizzato nei secoli, il Padareno, composto di due nomi con radice “Padus” = Po, nonché Reno, altro antichissimo fiume.

Superato l’argine, si può osservare la grande distesa d’acqua di una delle tante valli che potevano costituire una difesa a presidio della città, come un grande vallo protettivo.


Siamo così giunti alla nostra destinazione.


Penisola di Boscoforte © Laura Gramantieri

Le valli di Comacchio sono costituite da 4 valli principali: valle Fattibello, valle Campo, valle Fossa di Porto e Lido di Magnavacca, e da una serie di valli minori, alcune delle quali di proprietà privata.

Le valli di Comacchio sono nate intorno al X secolo a causa dell'abbassamento del suolo (subsidenza) e dell'impaludamento della zona costiera al confine tra Emilia e Romagna. Inizialmente le valli erano riempite di acqua dolce, che proveniva dai ricorrenti allagamenti e straripamenti dei fiumi vicini. A partire del XVI secolo sono state infiltrate progressivamente dall'acqua marina dell'Adriatico e questo fenomeno ha comportato la loro trasformazione, che permane tutt'ora, in valli salmastre.

Nel XVIII secolo le valli di Comacchio si estendevano per circa 50.000 ettari dalla foce del Po di Volano a nord alla foce del Reno a sud, costituendo il comprensorio vallivo più grande d'Italia. Le grandi bonifiche effettuate tra Otto e Novecento hanno ridotto significativamente la superficie valliva fino agli attuali 12.000 ettari circa.

Le valli sono oggi utilizzate per la pesca dell’anguilla e di altre specie tradizionali come il cefalo, la spigola e l’orata, per la caccia e per il turismo naturalistico. Dal 1988 le valli di Comacchio fanno parte del Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna.


L’acqua di valle oggi è salmastra. La salinità è variabile ed è in parte regolata dall’uomo attraverso un sistema di chiuse idrauliche. L’acqua dolce deriva dal fiume Reno a sud delle valli e da quella piovana. L’acqua salata dai canali che collegano le valli al mare.



Boscoforte è una penisola che si spinge per circa 6 km dall’argine sinistro del Reno all’interno delle valli di Comacchio.

L’area, di proprietà privata, è aperta al pubblico in determinate giornate ed orari grazie alla Cooperativa Atlantide. L’accesso è consentito solamente con visite condotte da personale autorizzato della Cooperativa.

Questa lunga e stretta striscia di terra è caratterizzata da una notevole varietà di ambienti legati alla contemporanea presenza di acqua dolce e di acqua salmastra: canneti, salicorneti, barene, dossi sabbiosi e canali.


All’interno di Boscoforte vivono allo stato brado numerosi esemplari di Cavallo grigio Delta/Camargue che è facile incontrare durante il percorso di visita. Sono all’incirca un’ottantina gli esemplari adulti e da qualche mese sono nati una decina di puledri. Avvistarli è emozionante.


Cavalli grigi razza Delta/Camargue © Laura Gramantieri

Per la sua posizione privilegiata e le sue caratteristiche strutturali, Boscoforte richiama un’avifauna particolarmente ricca ed è un luogo privilegiato per la sosta e la nidificazione di numerose specie.

Durante la primavera e l’estate si possono avvistare tutte le specie di Ardeidi presenti nel Delta, come gli Aironi e le Garzette, numerose specie di Limicoli, Cormorano, Marangone minore e anatre, tra cui la Volpoca e il Germano reale. Si incontrano moltissimi Fenicotteri rosa e Spatole, queste ultime dal 1989 hanno scelto Boscoforte come luogo di nidificazione, come pure il Falco di palude che tra aprile e giugno nidifica con facilità tra i canneti.



Il Fenicottero, che ormai può considerarsi un animale stanziale, è tornato qui nel Delta solo dalla metà degli anni 90 quando ha iniziato a nidificare nella salina di Comacchio, nella valle Fattibello, un ambiente molto riparato e tranquillo. Attualmente i Fenicotteri che costituiscono la popolazione alto adriatica (cioè tra la salina di Cervia e la laguna di Venezia) sono circa 24.000. Il colore rosa è dovuto al fatto che si cibano in particolare di un gamberetto, l’artemia salina, ricco di betacarotene, pigmento di colore rosso-arancio che si deposita nelle penne in sviluppo, conferendogli il caratteristico colore rosa.


La pianta per eccellenza di queste zone è la Salicornia, una pianta “pioniera” nel senso che può colonizzare nuove aree sabbiose, ostacolando così l’erosione. Per contrastare la salinità del terreno le Salicornie perdono le foglie e in tal modo sono in grado di conservare più acqua dolce possibile fornendo meno superficie al sole, riducendo la traspirazione. Le Salicornie assumono, infatti, l’aspetto di piante succulente.



Altra pianta “alofila” è il Limonium , detto anche lavanda di mare perché ha un colore tendente al violaceo. Il Limonium, a differenza della Salicornia, per contrastare la salinità del terreno non perde le foglie anzi proprio sulle foglie ha delle cellule particolari con cui riesce a eliminare il sale. La foglia del Limonium infatti è molto appiccicosa, mostra una patina bianca che non è altro che il sale eliminato.



La Canna palustre, invece, è la pianta tipica dell’ambiente fluviale, quindi si sviluppa prevalentemente quando c’è acqua dolce. Riesce comunque a tollerare anche un certo grado di salinità. Acqua dolce e salata spesso in questi ambienti non si mescolano, l’acqua salata è più pesante quindi si deposita in basso mentre l’acqua dolce rimane in alto. La Canna di palude, avendo apparati radicali superficiali, arriva solo ad assorbire l’acqua dolce. È una pianta detta “edificatrice” perché consolida i sedimenti depositati dai fiumi consentendo l’interramento delle paludi o anche l’avanzamento delle foci verso est, e al contempo offre rifugio e protezione a numerose specie animali.


La riserva di Boscoforte ci mostra il paesaggio nella sua naturalità, è un vero piccolo paradiso, un felice incontro tra acque, flora e fauna.



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