Corrispondenze. Da Ravenna a Vincent City per colpa del mosaico

December 27, 2017

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CERCANDO ANITA

 

“L’unico modo in cui si può raccontare qualcosa di vero è sotto l’elegante e discreto travestimento dell’invenzione”.

La memoria è mutevole, in continuo cambiamento, e va a braccetto con l'immaginazione. Il nostro sguardo può sottrarre al passato la sua immobilità e può farlo rinascere in una nuova dimensione fino al punto che esso rivive dentro di noi, creando un sottilissimo rapporto tra luogo e memoria.

 

Per  questo progetto torno bambina, quando ogni cosa era un gioco, quando riuscivo a osservare tutto usando la fantasia e avevo il dono di evocare dai libri e dai racconti personaggi del passato.

 

Le storie più belle non si devono inventare né cercare lontano.

 

Non sarà un caso che la valle di fronte alla quale vivo sia stata il fulcro della triste vicenda di Anita.

 

Anita è morta in un luogo del tutto simile alla terra in cui è nata: una terra lagunosa, tra sabbia, specchi d’acqua e canneti.

La sua ombra si nasconde tra i pini, lungo gli argini della valle.

La sua anima è in un soffio di vento, in una goccia di brina.

 

Basta solo cercarla.

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"Non abbiate paura di vivere per inseguire sogni.

Abbiate paura di rimanere inattivi”.

 

Anita Ribeiro Garibaldi

Questo progetto è stato selezionato per lo Spazio OFF ed esposto al Rosignano Foto Festival 2016