Corrispondenze. Da Ravenna a Vincent City per colpa del mosaico

December 27, 2017

1/1
Please reload

Copyright © 2016 All rights reserved 
  • Grey Instagram Icon
  • Grey Facebook Icon
  • Grey Twitter Icon

“CON VISTA CARCA DI STUPOR” è il progetto fotografico per riscoprire Dante attraverso le immagini

September 13, 2016

 

A Ravenna, il mese di Settembre è interamente dedicato alla figura di Dante Alighieri. Domenica scorsa si è celebrato l’anniversario della sua morte e tantissimi sono gli eventi a lui dedicati.

 

Tra questi, segnalo la mostraCon vista carca di stupor” che inaugurerà sabato 17 Settembre, alle ore 18.30, nelle prestigiose sale di Palazzo Rasponi dalle Teste, in piazza Kennedy. Un bellissimo progetto a cui ho avuto il piacere di contribuire.

 

Su invito del Parco Letterario Le Terre di Dante ho fatto da “madrina”, ovvero ho inaugurato, il nuovissimo account Instagram del Parco, promuovendo contestualmente questo progetto fotografico dedicato al Sommo Poeta: “Con vista carca di stupor”.

 

Il titolo scelto per il progetto è tratto da un verso del XXIX canto del Purgatorio e allude allo sguardo impreparato e deliziato dell’anima di Virgilio che con Dante ha la possibilità di ammirare le bellezze dell’Eden.

 

Il Parco Le Terre di Dante ha deciso, infatti, di indire un concorso su Instagram, conclusosi lo scorso 30 Luglio, per farsi conoscere e per presentare le sue proposte al vasto mondo del social dedicato alla fotografia.

Per partecipare al progetto era sufficiente identificare con il tag #concorsoleterredidante una o più foto rappresentative di  luoghi danteschi di Ravenna e dintorni e della Romagna Forlivese.

 

Tantissime sono risultate le foto taggate che verranno opportunamente valutate da una giuria composta da Stanislao de Marsanich, Presidente dei Parchi Letterari, Davide Marino per il Comune di Ravenna e Marco Miccoli di IgersRavenna. Il migliore scatto verrà premiato con un soggiorno nelle splendide Terre di Dante: tre giorni presso il Country Resort Corte San Ruffillo, nel cuore verde delle colline romagnole, a pochi minuti dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e non lontano da importanti centri culturali quali Firenze, Ravenna, Forlì.

 

Ma il progetto “Con vista carca di stupor” non si è esaurito con il concorso fotografico dedicato agli utenti Instagram.

Dopo aver  avuto l’onore di “invadere” l’account @leterredidante, altri fotografi hanno virtualmente invaso il profilo Instagram del Parco. Dai primi di Luglio infatti, parallelamente al concorso, otto autori scelti da una commissione composta da Guido Guidi, Silvia Loddo e Cesare Fabbri di Osservatorio Fotografico e da Francesca Chicchi per il Parco Letterario le Terre di Dante, hanno visitato alcuni luoghi della Romagna Forlivese e di Ravenna scattando delle foto. Queste letture contemporanee di paesaggi caratterizzati da una forte identità dantesca sono stati pubblicati nell’account @leterredidante fino al mese di Settembre. Per ciascuno degli autori coinvolti, Guido Guidi e Osservatorio Fotografico selezioneranno cinque immagini che verranno esposte il prossimo 17 Settembre nella mostra collettiva a Ravenna, presso Palazzo Rasponi. In quell’occasione verrà anche proclamato il vincitore del concorso Instagram.

 

I fotografi coinvolti nella mostra collettiva sono: Nicola Baldazzi, Giammario Corsi, Alessandra Dragoni, Cesare Fabbri e Silvia Loddo per Osservatorio Fotografico, Fototeca Manfrediana  di Faenza, Marcello Galvani, Francesca Gardini, Adriano Zanni.

 

Ho partecipato con grande entusiasmo a questo progetto. Sono abituata, per il mio lavoro, a parlare di Dante ai turisti, ma in questo caso ho avuto l’opportunità di parlare del Poeta in un modo del tutto nuovo ed insolito, attraverso le immagini.

 

D’altronde, lo stesso Dante è stato fortemente suggestionato dalle immagini che vide durante il suo soggiorno ravennate. Le immagini rappresentate nei mosaici che, ieri come oggi, sono conservati nelle meravigliose basiliche e nei tanti luoghi di culto della nostra città.

 

Ravenna, infatti, vantava nel 1300 ben 200 chiese. Tra queste, moltissimi erano gli edifici di culto, riferibili ai secoli V e VI, decorati con i mosaici originali in gran parte perfettamente conservati e comunque assai più numerosi rispetto a quelli che sono arrivati fino ai nostri giorni.

 

L’unicità di cui godiamo oggi, era, ai tempi di Dante, ben più significativa.

 

Sono tantissimi gli autori, sia del passato sia del presente, primo fra tutti Giovanni Pascoli, a ritenere che l’arte ravennate abbia fortemente ispirato Dante nella composizione della Commedia.

Questi autori ritengono verosimilmente che Dante abbia trovato nel colore, ma soprattutto nella luce e nell’oro dei mosaici il mezzo espressivo per descrivere l’indescrivibile, per trasfigurare la realtà, per dare corpo a immagini incorporee e movimento a ciò che è immobile ed eterno.

 

Qui di seguito trovate una breve selezione del mio racconto fotografico della Ravenna dantesca. Per vedere il racconto completo seguite il profilo Instagram @leterredidante

 

 

 

 

 

Please reload