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La Casa Museo "Remo Brindisi" a Lido di Spina. Quando il museo diventa "Alternativo"

March 3, 2016

 

Gli anni Settanta sono stati anni di contestazioni e di grande fermento. Anni densi di cambiamenti in campo politico, sociale ed artistico. Anni in cui chi era particolarmente dotato di intraprendenza e creatività ha trovato terreno fertile per affermarsi.

 

Così è stato per il pittore Remo Brindisi nato a Roma nel 1918 e cresciuto artisticamente tra Firenze, Venezia e Milano dove, nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, è entrato in contatto con i più importanti artisti e intellettuali dell’epoca.

 

Brindisi è oggi riconosciuto a livello internazionale come uno dei pittori più noti della pittura italiana del Novecento. È stato pittore ma anche scultore, illustratore, scrittore, scenografo, curatore di iniziative culturali. Basta ricordare, per esempio, le grandiose scene ed i costumi per l’edizione dell’Aida all’Arena di Verona del 1974. È stato, inoltre, Presidente della Triennale di Milano e gli è stata assegnata la medaglia d'oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per meriti culturali.

 

Brindisi aveva una originalissima concezione dell’arte. Essa era concepita come occasione di crescita personale e di vita, doveva essere pubblicamente e liberamente fruibile. Sulla base di questa curiosa concezione, Brindisi, nei primi anni Settanta, ha fondato completamente a sue spese, insieme all’architetto e designer Nanda Vigo, nella località di Lido di Spina (Comacchio), un Museo che lui stesso ha definito “Alternativo” per sottolineare l’apertura verso la sperimentazione e la democratizzazione dell'arte. Un Museo che era contemporaneamente anche una casa in quanto divenne la residenza estiva dell’artista e della sua famiglia.

 

Un luogo, quindi, assolutamente sperimentale e inedito per l’epoca in cui è nato ma ancora per i nostri giorni. Tutti gli spazi, anche quelli privati, come le camere da letto o la cucina, hanno accolto e accolgono un gran numero di opere d’arte che Brindisi, collezionista appassionato, ha riunito nel corso della sua vita.

 

Si va da Segantini e Medardo Rosso a Modigliani, Boccioni, De Chirico, Severini, Casorati, Sironi, de Pisis, fino a Fontana, Burri, Capogrossi, Vedova, Rotella e Manzoni. Tra gli artisti stranieri figurano nomi come Picasso, Braque, Mirò, Chagall, Matisse, Klee, Sebastian Matta. Per un totale di circa duemila opere.

 

Per Brindisi era assolutamente naturale vivere accanto ai prodotti artistici. “L'opera d'arte”, scriverà lo stesso artista, “costituisce elemento importante della nostra esistenza, come la struttura architettonica, l'arredamento, l'utensileria”. E su questi principi di convivenza, non a caso, si fonda la filosofia cui si ispira il Museo Alternativo.

 

Viene spontaneo chiedersi, come ci sia arrivato a Lido di Spina un artista colto ed eccentrico come Remo Brindisi. In realtà, l’artista avrebbe voluto progettare un simile spazio nella sua Milano, ma i costi dei terreni erano all’epoca proibitivi. Così, in occasione di un suo soggiorno nei Lidi ferraresi, Brindisi fu condotto da alcuni amici a visitare Lido di Spina e non tardò a innamorarsi di quella terra selvaggia, ricca di suggestioni e di storia, dove, nei primi anni Settanta, i prezzi dei terreni erano molto più economici rispetto all’elegante e mondana Milano.

 

Dopo la scomparsa dell'artista nel 1996, la Casa Museo e l'intera collezione sono stati acquisiti dal Comune di Comacchio, per volontà testamentaria dello stesso Brindisi.

 

Un luogo assolutamente avveniristico, a metà strada tra Ravenna e Ferrara, ricco di fascino e soprattutto di opere d’arte.

 

In questo link trovate tutte le informazioni utili sugli orari di apertura e sui biglietti d’ingresso.

 

 Foto di Luigi Ghirri | Lido di Spina | 1973

 

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